Suavia: visita alla cantina delle sorelle Tessari a Fittà

Suavia: visita alla cantina delle sorelle Tessari a Fittà

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Suavia è la cantina della famiglia Tessari a Fittà, la frazione più alta del Soave Classico, ed è visitabile su prenotazione. Guidata da tre sorelle, è oggi uno dei riferimenti assoluti per il Soave di singola vigna: il suo Monte Carbonare è tra i bianchi vulcanici più citati d’Italia. Questa guida spiega dove si trova, cosa si degusta e come organizzare una visita privata.

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Perché Suavia merita una visita

La famiglia Tessari coltiva le colline di Fittà dall’Ottocento, ma la cantina nasce nel 1982, quando Giovanni Tessari e Rosetta Buratto smettono di conferire le uve e iniziano a vinificare in proprio. Oggi l’azienda è guidata dalle figlie — Meri, Valentina e Alessandra — con Valentina, enologa, alla regia tecnica: una delle conduzioni femminili più note del vino italiano.

Il nome stesso, Suavia, è l’antico toponimo di Soave. E la posizione spiega i vini: Fittà è il punto più alto della zona classica, circa 350 metri di quota, su suoli di basalto nero. Ne escono Garganega tese, minerali, lente a concedersi e lunghe a invecchiare — l’opposto del Soave da supermercato.

Dove si trova e come arrivarci

Fittà si raggiunge salendo dal borgo di Soave tra vigneti e muretti in pietra basaltica: una decina di minuti di tornanti con vista sempre più aperta sulla pianura. Da Verona il viaggio completo richiede circa 30-40 minuti d’auto, uscita A4 Soave-San Bonifacio.

La salita fa parte dell’esperienza: si attraversa in pochi chilometri il passaggio dal Soave di pianura a quello collinare, che è poi la distinzione decisiva di tutta la denominazione.

Cosa si degusta

  • Soave Classico — la Garganega d’annata, fresca e sapida, biglietto da visita della casa.
  • Monte Carbonare — il cru storico, nato nel 1986: Garganega da vigna su basalto nero (da cui il nome, “carbone”), fumé e verticale, tra i Soave più longevi in assoluto.
  • Massifitti — Trebbiano di Soave in purezza, primo esempio moderno del vitigno vinificato da solo: più austero e tagliente della Garganega.
  • Acinatium — il Recioto di Soave, la tradizione dolce da uve appassite.

Il cru nel Soave: Suavia, Pieropan, Inama

Il Soave contemporaneo si regge sull’idea di singola vigna, e Suavia ne è una delle prove più convincenti. Il confronto ideale è con Pieropan, che con Calvarino e La Rocca ha aperto la strada ai cru, e con Inama, che sul Monte Foscarino lavora gli stessi basalti in chiave più ampia e opulenta. Tre interpretazioni della stessa uva a pochi chilometri di distanza: è il modo più diretto per capire perché queste colline vulcaniche non hanno nulla da invidiare alle denominazioni bianche più celebrate.

Come organizzare la visita

La visita si concorda in anticipo e si svolge in forma privata, nella sede di Fittà. Enouting organizza l’appuntamento, il trasferimento da Verona o dal lago e l’accompagnamento di un sommelier che aiuta a leggere i suoli dietro i vini.

Il contesto ideale è il tour Tra Soave e Valpolicella, che affianca la Garganega vulcanica ai rossi da appassimento; chi vuole dedicare una giornata intera ai rossi può proseguire con Assaggio di Valpolicella.

Domande frequenti

Si può visitare Suavia?

Sì, su prenotazione. Suavia riceve i visitatori nella sede di Fittà, la frazione più alta della zona classica del Soave. Enouting organizza la visita privata con sommelier, il trasferimento da Verona o dal Lago di Garda e l'inserimento della tappa in una giornata dedicata al Soave.

Dove si trova Suavia?

A Fittà, frazione collinare di Soave a circa 350 metri di quota, il punto più alto della zona classica. Da Verona sono circa 30-40 minuti d'auto: si esce a Soave-San Bonifacio e si sale tra i vigneti sopra il borgo medievale.

Che vini produce Suavia?

Garganega in purezza nel Soave Classico e nel cru Monte Carbonare, nato nel 1986 dalla vigna su basalto nero che dà il nome al vino. Massifitti è il Trebbiano di Soave in purezza, primo esempio moderno di questo vitigno vinificato da solo, mentre Acinatium è il Recioto di Soave da uve appassite.

Chi guida l'azienda Suavia?

Le sorelle Tessari — Meri, Valentina e Alessandra — figlie di Giovanni Tessari e Rosetta Buratto, che fondarono la cantina nel 1982. La famiglia coltiva le colline di Fittà dall'Ottocento; Valentina, enologa, segue vigna e cantina, mentre le sorelle curano la parte commerciale e l'accoglienza.

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