Prosecco: cos'è, da dove viene e come si degusta

Prosecco: cos'è, da dove viene e come si degusta

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Il Prosecco è uno spumante di Veneto e Friuli-Venezia Giulia, prodotto soprattutto da uve Glera e rifermentato in autoclave anziché in bottiglia. Questo metodo lo mantiene fresco, floreale e pensato per essere bevuto giovane. Questa guida spiega cosa significano i livelli, perché l’Extra Dry è più dolce del Brut e dove vale la pena cercarlo.

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L’uva, e una vicenda giuridica

Il Prosecco si produce prevalentemente da Glera. Fino al 2009 l’uva stessa si chiamava Prosecco: chiunque, ovunque, poteva piantarla e scrivere quella parola in etichetta.

La modifica è stata deliberata. Ribattezzando l’uva Glera e riservando Prosecco a un’area geografica definita, l’Italia ha trasformato il nome di una pianta in una denominazione di origine protetta.

DOC, DOCG e Rive

LivelloAreaCosa significa
Prosecco DOCAmpia, Veneto + FriuliIl livello dei volumi
Asolo Prosecco DOCGPiccola zona collinareStandard più alto, meno noto
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCGColline ripide, vendemmia manualeIl livello serio
Rive43 sottozone nominate nella DOCGSpecifiche di versante, come un cru
Superiore di Cartizze107 ettari a ValdobbiadeneIl vertice

Le pendenze della DOCG non sono meccanizzabili: si vendemmia a mano, a volte con le corde. È questo costo a separare una bottiglia da 7 euro da una da 25, e la differenza nel bicchiere sta nella tessitura e nella persistenza, non semplicemente in “più bollicine”.

Brut, Extra Dry, Dry — la parte che confonde

TermineZucchero residuo
Brut Nature0–3 g/l
Extra Brut0–6 g/l
Brut0–12 g/l
Extra Dry12–17 g/l
Dry17–32 g/l

Quindi l’Extra Dry è più dolce del Brut. È lo stile tradizionale del Prosecco, perché un tocco di zucchero bilancia l’acidità alta della Glera. Il Cartizze si produce di solito nella versione Dry.

Prosecco e Champagne non competono sullo stesso terreno

Lo Champagne rifermenta in bottiglia e sosta sui lieviti per anni: da lì i sentori di crosta di pane e frutta secca.

Il Prosecco rifermenta in autoclave — metodo Charmat — e va in bottiglia giovane. Quello che si beve è l’uva: pera, mela verde, fiori bianchi, a volte mandorla.

La conseguenza pratica è che il Prosecco non è un vino da invecchiamento: si compra giovane e si beve giovane.

Dove si colloca nel Veneto

Il Prosecco è il biglietto da visita internazionale della regione, ma è uno fra diversi vini prodotti in un raggio ristretto. A nord di Verona le denominazioni della Valpolicella danno l’Amarone da uve appassite; a est il Soave produce bianchi minerali su suolo vulcanico; sul Lago di Garda Bardolino e Lugana occupano sponde opposte.

Il cuore del Prosecco è più a est, fra Conegliano e Valdobbiadene, a circa un’ora e mezza da Verona e Patrimonio UNESCO dal 2019.

Come degustarlo

Servire freddo ma non ghiacciato, intorno ai 6–8 °C, in un calice da bianco anziché in flûte: la flûte trattiene proprio i profumi su cui il Prosecco si gioca tutto. Non decantare e non conservare: la maggior parte dà il meglio entro due anni dalla vendemmia.

La degustazione più istruttiva è un DOC da scaffale accanto a un Rive o a un Cartizze. La distanza è molto più ampia di quanto suggerisca il prezzo.

Domande frequenti

Con quale uva si produce il Prosecco?

Il Prosecco si produce prevalentemente con la Glera, uva bianca autoctona del Veneto. Fino al 2009 l'uva stessa si chiamava Prosecco, il che permetteva a chiunque, ovunque nel mondo, di coltivarla e usarne il nome. Il passaggio a Glera è stato una scelta giuridica deliberata: ha legato la parola Prosecco a un luogo e non a una pianta, trasformandola in denominazione di origine protetta. Altre varietà ammesse possono entrare in piccola percentuale, ma la Glera domina.

Qual è la differenza fra Prosecco DOC e DOCG?

La DOC copre un'area ampia fra Veneto e Friuli ed è il livello dei volumi: gran parte del Prosecco da supermercato è DOC. La DOCG riguarda due zone collinari molto più piccole, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e Asolo Prosecco. Le pendenze della DOCG sono tali da rendere impossibile la meccanizzazione, quindi la vendemmia è manuale, le rese sono più basse e i vini mostrano molta più tessitura e persistenza. Confrontare un DOC da scaffale con un DOCG di livello Rive è l'esercizio che rende evidente la differenza.

Perché il Prosecco Extra Dry è più dolce del Brut?

Perché i termini sono storici, non logici. Negli spumanti la scala dal più secco al più dolce è: Brut Nature, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Dry e Demi-Sec. Il Brut ha da 0 a 12 grammi di zucchero residuo per litro, l'Extra Dry da 12 a 17, il Dry da 17 a 32. L'Extra Dry è lo stile tradizionale del Prosecco e resta quello preferito da molti italiani, perché quel tocco di zucchero bilancia l'acidità naturalmente alta della Glera.

Che differenza c'è fra Prosecco e Champagne?

Il metodo, prima di tutto. Lo Champagne rifermenta in bottiglia e riposa sui lieviti per anni, il che produce i sentori di crosta di pane e frutta secca che lo caratterizzano. Il Prosecco rifermenta in autoclave d'acciaio — metodo Charmat o Martinotti — e viene imbottigliato giovane. Così si conservano i profumi freschi di pera, mela verde e fiori bianchi della Glera. Nessuno dei due metodi è superiore: puntano a risultati opposti, e il Prosecco è fatto per essere bevuto giovane, non conservato.

Cos'è il Cartizze?

Il Cartizze è una collina di 107 ettari all'interno di Valdobbiadene, universalmente considerata il cru del Prosecco e fra i terreni agricoli più cari d'Italia. Le pendenze ripide esposte a sud e una particolare combinazione di arenaria e argilla danno un vino più ricco e materico, tradizionalmente prodotto nella versione Dry, leggermente più dolce. Se in etichetta compare Superiore di Cartizze si è al vertice della piramide.

Dove si degusta il Prosecco vicino a Verona?

Il cuore della DOCG, fra Conegliano e Valdobbiadene, dista circa un'ora e mezza o due da Verona: una gita lunga ma fattibile, e il paesaggio la ripaga, dato che le colline sono Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 2019. Più vicino, le carte dei vini serie di Verona propongono quasi sempre Prosecco DOCG al calice, che è il modo più semplice per cogliere la differenza rispetto alla versione da supermercato senza mettersi in auto.

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