IL MOSAICO, IN BUONO STATO DI CONSERVAZIONE, APPARTIENE A UNA VILLA ROMANA DEL III SECOLO D.C. UBICATA SOTTO LE VIGNE NEL COMUNE DI NEGRAR DI VALPOLICELLA. GLI ARCHEOLOGI STANNO LAVORANDO PER DEFINIRE DIMENSIONI E PRECISA UBICAZIONE DELLA VILLA

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“Vinum bonum laetificat cor hominis” (“Il buon vino allieta il cuore degli uomini”), dicevano i Romani, e a quanto pare giova anche alle scoperte archeologiche: sotto i vigneti di Valpolicella nel del comune di Negrar, in provincia di Verona, sono tornati alla luce i mosaici della pavimentazione di una villa romana del III secolo d.C. Il mosaico, ben conservato, presenta motivi a incastri dai vivaci colori blu e vermiglio, ed è un ulteriore tassello che va ad aggiungersi alle scoperte fatte finora sul sito archeologico: la scoperta della villa romana sotto i vigneti della Valpolicella risale infatti agli anni Venti del Novecento, mentre il più recente lavoro di scavo è dell’estate del 2019, occasione in cui sono state individuate diverse aree della struttura architettonica e della pavimentazione dell’antica villa.
LA SCOPERTA ARCHEOLOGICA A NEGRAR DI VALPOLICELLA
“Dopo innumerevoli decenni di tentativi falliti, finalmente è stata riportata alla luce parte della pavimentazione e delle fondamenta della villa romana ubicata a nord del capoluogo, scoperta dagli studiosi oltre un secolo fa”, si legge in una nota del Comune di Negrar. _“I tecnici della Soprintendenza di Verona, con un carotaggio mirato del suolo, stanno parzialmente scoprendo i resti del manufatto ancora presenti sotto alcuni metri di terra, con un obiettivo preciso: identificare l’esatta estensione e la esatta collocazione della antica costruzione”. _Dopo quelli condotti nel 1922, una seconda serie di scavi è stata effettuata nel 1975; per decenni poi il sito è caduto nell’oblio. Nell’estate 2019 la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Verona, con la direzione dell’archeologo Gianni de Zuccato (lo scavo è stato realizzato dalla SAP – Società Archeologica Padana), è tornata a scavare in diverse aree del terreno privato in cui è emersa la presenza della villa romana, trovando “muri, una pavimentazione con lastre di pietra e tre gradini, appartenenti probabilmente a un settore di servizio della residenza”, dichiarava de Zuccato a L’Arena, per poi scoprire una porzione della pavimentazione a mosaico a motivi geometrici: “potrebbe trattarsi del lato meridionale di un ampio portico colonnato, un peristilio, forse aperto su un giardino interno”, continuava de Zuccato.
LA SCOPERTA DELLA PAVIMENTAZIONE A MOSAICO A NEGRAR DI VALPOLICELLA
Interrotti a causa del lockdown da Coronavirus, gli scavi sotto i vigneti di Negrar sono stati ripresi all’inizio di maggio, riservando agli archeologi la scoperta delle fondamenta e di un mosaico pavimentale della villa in buone condizioni di conservazione. Questo nuovo elemento si aggiunge agli altri dati già in possesso dei tecnici per capire la precisa collocazione della villa e le sue dimensioni. “Successivamente, la Soprintendenza si raccorderà con i proprietari dell’area e con il Comune per individuare le modalità più adeguate per rendere disponibile e visitabile questo tesoro archeologico nascosto da sempre sotto i nostri piedi”, continua la nota del Comune di Negrar, sottolineando l’urgenza di rendere fruibile il sito al pubblico. Esiste però un altro tipo di urgenza: “il risultato non arriverà a breve e occorreranno risorse rilevanti. Ma è importante, finalmente, tracciare la strada”. I terreni in cui si trova la villa sono di proprietà privata e, come dichiarato lo scorso anno dal sindaco di Negrar Roberto Grison, “hanno capito l’importanza dell’intervento e dimostrato la loro disponibilità”, favorendo così la realizzazione degli scavi sotto i vigneti. In futuro la Valpolicella potrebbe così trasformarsi, da attrazione enologica e paesaggistica, a sito di interesse archeologico aperto al vasto pubblico.
FONTE:
artribune.com
AUTORE:
_ Desirée Maida_